Banner
Banner
Domenica, 15 Gennaio 2012 10:46

La Consulta e il referendum: il destino delle firme

Dopo la decisione della Corte Costituzionale, la palla passa ai politici. Che dovranno decidere, per non buttare al vento lo sforzo di milioni di cittadini

 

Antonio Di Pietro1.210.466 firme buttate nel cestino”. Così titola il Fatto Quotidiano in riferimento alla bocciatura dei quesiti referendari da parte della Consulta. La frase, chiaramente ad effetto, fa pensare a quella denuncia che è diventata ormai una triste verità: la sfiducia nei nostri rappresentanti.

Alla sentenza d’inammissibilità pronunciata dalla Corte Costituzionale sono seguite reazioni dure, com’era lecito aspettarsi. Tra lo scontento dell’opinione pubblica, si è detto che quello di ieri è stato un giorno triste, o una festa, la “festa nazionale della porcata” (Beppe Giulietti). Si è parlato di sentenza politica per favorire Napolitano, Monti e la maggioranza che lo sostiene; così come si è parlato di ferita alla sovranità popolare, di “volgarità che rischia di far tornare al regime” e che manca solo l’olio di ricino per sotterrare definitivamente la nostra democrazia. Di Pietro è stato certo volgare (lui si) e violento, e anzi attaccando così le alte cariche dello Stato ha riproposto quel clima di conflitto istituzionale che speravamo esserci lasciati alle spalle. Ma è innegabile che lo scontento generale è forte e ampiamente comprensibile.

Siamo abbattuti, oggi, perché eravamo convinti che il referendum sarebbe stato un eccezionale stimolo perché il Parlamento modificasse la legge elettorale e ora temiamo invece che nulla alla fine cambierà.

La sfiducia verso i nostri rappresentanti è così alta che ormai si è convinti che solo se costretti, solo se la forma lo impone i nostri politici cambieranno questa politica; non quando è necessario (cosa che dovrebbe essere la normalità), ma quando non c’è più alternativa: questo è ormai quello che si pensa di loro. Per questo oggi siamo tristi, arrabbiati e preoccupati. Ma è pericoloso, in democrazia, confondere gli umori con le regole.

Ascoltare l’opinione pubblica per progettare politiche il più vicino possibili alle esigenze e alle aspettative della popolazione è alla base di qualsiasi sistema democratico. Per questo è stato importante il lavoro dei referendari l’estate scorsa, anche se, ad onor del vero, va fatta una precisazione: la consultazione popolare fu in quel caso tristemente ridotta a semplice mezzo, un espediente come un altro per superare l’empasse creatosi in Parlamento (sede appropriata per questo genere di tematiche). Il referendum è una conquista democratica, ma a volte è il miglior paravento dietro cui la politica nasconde la sua incapacità a legiferare.

Comunque sia, Di Pietro e compagni fecero un gran lavoro: essi cercarono di dare voce e rilevanza politica ad un sentire comune. Le firme sono state tante, se si pensa inoltre ai tempi ristretti in cui sono state raccolte. Ma era ovvio che quel milione e 200 mila di nomi non poteva diventare il criterio di giudizio da seguire per un'Istituzione, la Corte Costituzionale, che decide sulla base di altri principi.

La Corte CostituzionaleTuttavia, l’equivoco è nato lo stesso: esso si è manifestato nel pretendere  che la voce del popolo, in virtù di quella sua forza ed insistenza, prevalesse sulle regole e i principi della giurisprudenza.

Per questo, logicamente, la decisione della Consulta è stata vista come una sorta di sopruso, di furto al cittadino del suo diritto di partecipazione alla vita politica.

Ma la Corte Costituzionale, per molti delusi rea di aver ceduto alle pressioni dei partiti, non ha rubato niente a nessuno: ha semplicemente deciso sulla base di ragioni, discutibili o meno, ma che sono di carattere essenzialmente giuridico. È questo che fa di noi uno Stato di diritto, tale perché si muove seguendo la legge, e non le piazze; perché decide sulla base delle regole, e non degli umori.

Se c’è qualcuno invece che potrà derubare il cittadino, questa sarà la nostra classe politica; perché sono i nostri politici, ancor prima di tutti, coloro che devono farsi carico e rispondere al sentimento popolare. Il Parlamento è il luogo dove tale sentimento, attraverso l’attività dei rappresentanti, si trasforma in proposta e quindi in legge. È da qui, pertanto, che dovrà ripartire la discussione sulla riforma della legge elettorale.

È qui che si trovano, adesso, quel milione di firme.

La Consulta ha liberato i partiti da una notevole pressione, ma non per questo essi possono pensare di derubricare la questione a fatto di ordinaria amministrazione. La riforma del sistema elettorale rappresenta oggi un’esigenza di importanza straordinaria, spinta da quell’interminabile lista di nomi che pesano come un macigno, che non sono un semplice stimolo, ma un imperativo categorico, forse l’ultima spiaggia per una classe politica allo sbando e senza più credibilità.

Fa paura dirlo, ma è così: se quel cestino si riempirà o rimarrà vuoto, dipende solo da loro.

Tommaso Tavormina

Pubblicato su

Commenti 

 
# Marta 2012-01-15 12:36
Io non capisco tanto di politica... Ma posso dirti Tommaso, che secondo me è scritto molto bene questo articolo, come tutti gli altri: riesci a spiegarci bene quel che sta sucedendo nel nostro paese, cosa fanno i politici, ecc. ma con le tue parole, e non è da tutti!
Mi è piaciuta questa frase: "Se c’è qualcuno invece che potrà derubare il cittadino, questa sarà la nostra classe politica; perché sono i nostri politici, ancor prima di tutti, coloro che devono farsi carico e rispondere al sentimento popolare".
COMPLIMENTI, un'altra volta ce l'hai fatta alla grande!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-16 08:31
Grazie Marta...
In effetti i nostri politici devono darsi una svegliata.....
A tra poco...
Amunt!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# redpoz 2012-01-16 14:37
purtroppo, le speranze che la nostra classe politica prenda quelle 1.200.000 firme come stimolo sono assai ridotte.
comunque, questo è lo stato attuale delle cose e lamentarsi o protestare sguaiatamente non è solo inutile, ma anche dannoso: dobbiamo infatti ricordarci che sono lo stesso genere di grida che levava Berlusconi contro i giudici che "sovvertivano il voto popolare".
per quanto ora ci dispiaccia, dobbiamo esser coerenti e ribadire che le regole vengono prima di ogni firma, di ogni voto.
e in effetti le regole già dicevano quanto azzardata fosse la proposta referendaria....
ma qui siamo ora, meglio per Di Pietro e per noi tutti che ora si concentri a cambiarla in parlamento la legge
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-16 17:00
"le regole vengono prima di ogni firma, di ogni voto". è questo il punto. Certo bisogna aspettare le motivazioni della Corte, ma si può facilmente intuire quali siano. è mai possibile, comunque, che ogni singola questione, da noi, debba essere vista sempre in chiave politica, conflittuale, catastrofica, complottista?
Io sono preoccupato e deluso come molti che il referendum non sia passato, ma credo si opportuno distinguere bene l'aspetto politico da quello strettamente giuridico e costituzionale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# redpoz 2012-01-17 10:34
distinzione giusta e proficua.
in effetti, la politica deve accettare di muoversi sempre entro l'ambito costituzionale. altrimenti si tratta di qualcos'altro.
questa è la grande questione del costituzionalis mo moderno, che è atto fra i più politici ma deve al contempo fissare limiti a-politici (o pre-politici) a tutta la politica successiva.
Carl Schmitt docet.
è sicuramente un'aporia.
è sicuramente una situazione che ci pone in tensioni che preferiremo evitare, ma non vedo alternative per le società liberali (oppure si deve ricorrere al fondamentalismo dei valori e stracciare lo stato di diritto)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-17 16:54
A proposito di Schimtt, se ti fosse sfuggito ti linko un bell'articolo pubblicato sul Corriere della Sera qualche giorno fa: rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=19DUK7.
Chiaramente non c'entra nulla col tema in questione, ma mi ha colpito per la sua idea di democrazia....(sottolineo che io Schmitt non lo conosco benissimo).
Per il resto, sottoscrivo....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# redpoz 2012-01-18 12:01
Schmitt è (giuridicamente parlando) un autore fondamentale del '900. Nonostante la sua compromissione col nazismo (che in larga parte è stata esagerata, infatti è uscito dal partito nel '36 solo dopo aver preso -tardissimo!- la tessera nel '33...) le sue riflessioni sullo Stato e sulla Costituzione non si fermano a letture ideologiche, ma mantengono tuttora intatta gran parte della loro validità.
Devo ancora leggere l'articolo, ma per ribattervi credo sia opportuno suggerire "il 'crucifige!' e la democrazia" di Zagrebelsky, libro nel quale si smonta proprio il populismo (nello specifico, dei sondaggi)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# redpoz 2012-01-20 16:42
uff! ma dillo che mi censuri: è il secondo commento che non arriva!! (scherzo, of course) ;-)

Comunque, per rispondere a quanto intuisco sia il tema dell'articolo su Schmitt, ti consiglio la lettura di "il 'crucifige!' e la democrazia" di Gustavo Zagrebelsky: libricino interessante e gradevole che da una lettura politica delle scelte di Pilato e del Sinedrio nella crucifissione di Cristo per spiegare il populismo e l'opportunismo politico (specie dei sondaggi)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-21 08:38
Ei Red, questo commento era arrivato, solo che non avevo avuto tempo in questi giorni di aprire il blog.......
Grazie per il consiglio del libro, lo metto nella lista delle cose da leggere....che si fa sempre più lunga....
e il tempo a disposizione è sempre meno....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# luigi 2012-01-16 15:47
nulla di nuovo purtroppo...anch'io credevo che il referendum passasse, m se pure la Consulta rema contro, e allora....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-16 17:02
Luigi, cosa intendi per remare contro? Io credo che la Consulta non abbia deciso per farci un torto: crederlo sarebbe davvero non credere più nello stato di diritto, e quindi in tante cose ad esso collegate.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# loretta dalola 2012-01-16 16:53
Hanno voluto impedire al popolo italiano di scegliere quale legge elettorale vuole e se questa è democrazia...la odiamo tutti ma fa comodo al potere, abbiamo bisogno di forze politiche che in Parlamento si impegneranno in modo chiaro e netto per permettere ai cittadini di scegliere coloro che li rappresenterann o. ciao
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-16 17:06
Io personalmente non considero il referendum al quale saremmo potuti andare come la possibilità dataci dalle alcune forze politiche per scegliere la nostra legge elettorale. Quel referendum, credo, era un mezzo per superare l'empasse in parlamento. Tanto è vero che, se fosse passato, subito i partiti si sarebbero dati da fare per cambiare la legge elettorale prima della scadenza referendaria. Andando così contro, questa volta sul serio, alla volontà espressa dalle firme.
Diciamolo chiaramente: nessuno (escluso Parisi) ha mai creduto alla bontà di un ritorno del Mattarellum. Il referendum sarebbe stato solo un espediente, niente più.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Carlo 2012-01-16 20:56
Ciao Tommaso,
sottoscrivo tutto.
Io sono uno di quelli che crede che le sentenze della Consulta siano quasi sempre guidate da motivazioni 'politiche' e quasi mai da quelle 'giuridiche'.
Se così fosse, delle due, l'una: o la decisione di stracciare la volontà di un milione e duecentomila cittadina servirà per dare respiro a Monti, o servirà per asfissiare, in via definitiva, la politica italiana, che resterà 'cosa loro'.
Da qualunque parte guardi la questione, non ne riesco a trarre segnali incoraggianti.
Speriamo che mi sbagli. E speriamo che il governo Monti non caschi comunque prima dell'Estate, sennò questo ennesimo sacrificio a che sarà servito?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-17 09:06
Spero anche io che Monti regga, fino alla fine della legislatura. Mi vengono i brivii all'idea di tornare a votare con la stessa situazione politica di novembre....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Carlo 2012-01-17 09:44
Ciao Tommaso e buona giornata. Possibile che i commenti lasciati da te, hanno un "limite" di lunghezza? Ecco la prima parte:

Ovviamente, anche tu rifletti sull'argomento e sulla delusione del momento. Avrei qualche dubbio sulla Consulta ma attendo fiducioso di conoscere il testo della sentenza, prima di esprimermi sulla stessa. La mia "prevenzione" nei confronti della stessa, è dovuta al fatto che non posso non ricordare alcune questioni riguardanti singoli componenti della stessa e loro discussi comportamenti nel recente passato. Certe "cene segrete" fanno esperienza.
C'è, poi, un'altra questione: se le valutazioni sono state di carattere giuridico, bisognerà capire com'è stata motivata la non ammissibilità dei referendum perché, anche di questo si dovrebbe tener conto, ben 115 costituzionalis ti, tra cui autorevoli ex presidenti della Corte come Onida e Zagrebelsky, avevano espresso un parere molto diverso dalla "non ammissibilità". Resta, al momento, una cocente delusione perché, com'era prevedibile, la bocciatura ha tolto speranza a coloro che avrebbero voluto riformato il sistema elettorale.
Sistema che non sarà la politica attuale a modificare: Lega e Pdl l'hanno già dichiarato. Sul Pd, personalmente non faccio affidamento. Rimane Idv e Sel. Non andiamo lontani. Un'ultima questione: si enfatizza il milione e 200mila firme. Non sono poche ma in questo strano Paese di 60milioni di persone apparentemente addormentate, di 30 e passa milioni di persone "votanti"... sono il nulla! Quel "nulla" di preoccupante, su cui fanno conto partiti come Lega e Pdl.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-17 10:44
Ciao Carlo. Non mi ero accorto che avevo lasciato il limite di lunghezza. Dovrei aver risolto, grazie per avermelo detto.
Allora....
Anzitutto, riconosco che la mia presa di posizione è affrettata: come dici giustamente, è corretto aspettare di conoscere le motivazioni della sentenza per darne un giudizio. Anche io mi sono comportato come Di Pietro: ho dato un giudizio di merito senza conoscere il merito della questione. Ho supposto che i motivi fossero quelli che in estate si diceva, ma non è proprio corretto.
Detto questo, il fatto che diversi costituzionalis ti fossero a favore dell'ammissibilità dimostra che c'era un dibattito all'interno della stessa e sulla questione. Dibattito che non ho mai disconosciuto e che anzi ho seguito con interesse. Ma è indubbio che sin dall'inizio i quesiti, così come vennero proposti, erano quantomeno azzardati sotto l'espetto giuridico. Non era cioè la questione dell'ammissibilità così pacifica che, decisa invece l'inammissibilità , sarebbe stato allora sacrosanto urlare al sopruso...
Tra Lega e Pdl farei un distinguo. La Lega è vero, non vuole, ma nel Pdl il dibattito è aperto e anzi mi sembra di capire che l'intenzione sia quella della riforma. Che poi si passi alla pratica, è un'altro discorso, e in questo, come te, sono preoccupato e, in fondo, forse poco fiducioso.
Sul numero delle firme, in rapporto agli abitanti italiani sono certo poche, ma non dimentichiamo che si tratta pur sempre di una questione estremamente tecnica, che difficilemnet appassiona la gente. Son questioni, credo, che la gente avrebbe piacere a non doversene occupare. E poi sono anche difficili da capire.
Se a queste difficoltà aggiungiamo l'apatia italiana verso la politica, che negli ultimi anni si è fatta veramente ingente, beh, forse quel dato non è poi così male.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Carlo 2012-01-18 11:59
Ciao Tommaso e buona giornata. Il "limite" non è nelle nostre riflessioni, purtroppo. Io condivido la tua che di ragioni ne ha fin troppe. Tu condividi la mia che vuole rappresentare quella "delusione" fin troppo motivata e che, per ora, non significa accusare la Consulta. Il "limite" è altrove: in quella sfiducia da me dichiarata e da te tanto ben rappresentanta (quindi condivisa) quando scrivi "...Che poi si passi alla pratica, è un'altro discorso, e in questo, come te, sono preoccupato e, in fondo, forse poco fiducioso..." E di chi siamo così sfiduciati? Dei politici che dovrebbero raccogliere l'appello di quel milione e passa di cittadini ma, soprattutto, preoccuparsi di quei tanti italiani che tu hai definito apatici ma che io, invece, riconosco tra coloro che stanno scivolando velocemente verso l'antipolitica. Un male, l'antipolitica, pericoloso e da più parti denunciato ma che solamente "loro", i politici, fanno finta di non vedere.

Un'ultima cosa: consentimi di non essere fiducioso nel Pdl. Sembra sempre più certo che Monti avrà vita breve, brevissima. Con le "liberalizzazion i", nello stesso Pdl sono in molti a pensare conclusa la "missione" dei tecnici. Come, d'altra parte, sono in molti a voler provocare la sua "caduta" sulle stesse liberalizzazion i, ostaggiate da tanti esponenti di quel partito. Non è idea peregrina, quindi, ipotizzare le prossime elezioni in primavera, con il vecchio sistema, il porcellum. E ricomincerà lo spettacolo osceno della politica italiana. Questa volta, però, rischiamo grosso. Noi soprattutto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-21 08:35
è vero Carlo, forse oggi è più corretto parlare di antipolitica che di apatia.
Tutte e due però sono pericolose, forse allo stesso modo, perchè portano con sè i germi di sistemi che nulla hanno a che vedere con la democrazia.
Dio ce ne scampi, Carlo. L'ultima cosa che vogliamo, TUTTI, è tornare a votare con questa legge elettorale e per i soliti partiti e i soliti schieramenti.
Tuttavia credo che Monti arriverà alla fine, perchè credo che la crisi non finirà con le liberalizzazion i...non dipende solo da noi, anzi, maggiormente dall'Europa...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Rear Window 2012-01-17 15:00
Cerchiamo di non incorrere negli stessi atteggiamenti tipici di berlusconi. Non possiamo sostenere che la Consulta ha fatto un favore a Tizio o a Caio, mentre quando invece boccia le leggi ad personam dell'ex premier è da prendere a modello come esempio di rigore istituzionale. Di Pietro ha sbagliato. Detto questo, la delusione c'è ed è molta. Non so se sono già state rese pubbliche le motivazioni alla base della decisione e quindi non so neppure se la Consulta ha ritenuto o meno opportuno dare una linea di indirizzo al Parlamento, proprio in virtù di quel milione e passa di firme. Comunque, penso che a questo punto la palla passi alla politica. Compito nostro sarà quello di sollecitare, in tutti i modi possibile, una soluzione al problema.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-17 16:39
Non mi risulta che la Consulta abbia dato alcuna linea di indirizzo. Era nell'aria, ma alla fine penso non se ne sia fatto nulla. Resta comunque la nota della Consulta fatta mi sembra nel 2008 sul Porcellum, meglio sul premio di maggioranza previsto dallo stesso.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Daniele 2012-01-18 10:42
Dobbiamo NOI fare in modo che i politici (di cui non si salva quasi nessuno) non facciano "orecchie da mercante". Sarebbe l'ennesimo fatto gravissimo. Di Pietro ha sbagliato, ma almeno ch'ha provato. Se aspettavamo ABC (Alfano, Bersani & casini), stavamo ancora alla preparazione dei fogli per le firme. Forse.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-21 08:28
Sicuramente, Daniele. Anche perchè dei tre, solo Bersani aveva interesse (e neanche con tanta convinzione) a far passare il referendum per cambiare la legge elettorale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luca Scialo 2012-01-18 15:32
Speriamo che i partiti si siedano intorno a un tavolo e varino una legge elettorale che riporti il voto di preferenza e abolisca il trasformismo post-voto. Ma ho smesso di credere alla Befana da più di 20 anni :D
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tommaso 2012-01-21 08:27
Se non è la Befana allora Babbo Natale...basta che si decidano a cambiarla...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# luigi 2012-01-24 12:22
intanto nulla si muove..solo gli autotrasportato ri che stanno paralizzando il paese...
grazie Monti...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# loretta dalola 2012-01-27 08:55
ciao scusa se mi permetto di occupare questo spazio per una comunicazione di servizio ma ci tengo a non perderti - da giugno quando ho fatto il passaggio di provider ho avuto enormi difficoltà tecniche e Misterdomain si è rivelato poco serio - pertanto sono tornata alle origini sul vecchio wordpress - in questi giorni tenterò il recuperò dei dati ma visti i rapporti sarà dura - www.lorettadalola.wordpress.com - non mi lasciare sigh, sigh!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Alessandro 2012-02-02 18:50
Io dico che il quesito referendario principale era formulato male: l'abrogazione di buona parte della legge elettorale mediante consultazione popolare è impossibile giuridicamente: non è sostenibile dire che, poichè si abroga il porcellum, allora automaticamente rivivrebbe il mattarellum. E' come dire che se si abroga una legge che dice oggi piove, allora istantaneamente torna in vigore quella che prevedeva che ieri c'era il sole. Appunto, ieri. La decisione della Corte costituzionale è corretta in punto di diritto. Anche perchè dobbiamo pure pensare a questa possibilità: se il referendum si fosse celebrato, e la legge elettorale ne fosse uscita in condizioni tali da non poter più funzionare, cosa sarebbe successo se il parlamento non avesse provveduto? Chi potrebbe obbligare le camere a legiferare su un determinato aspetto? Nessuno. Casi limite, certo, ma il diritto non è un'opinione.
Circa il destino delle tante firme, invece, se fossimo un paese democratico davvero e non per finta, la soluzione sarebbe semplice: i signori deputati e i signori senatori avrebbero già preso atto del fatto che il sistema di elezione - che poi è un sistema di nomina clientelare - non soddisfa chi li legittima, ed avrebbero già provveduto. Ma così non sarà, perchè questa legge fa comodo a tutti.

Ciao Tommaso, dopo lunga assenza dovuta a svariati motivi, sono tornato. A presto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Barbaincampagna 2012-02-10 10:43
I politici.... hanno altro da fare, non hanno tempo per curarsi delle necessità r delle aspirazioni dei cittadini.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# redpoz 2012-02-11 16:53
Sentivo ieri ad una conferenza sulla Costituzione la prof.ssa Carlassare spiegare che circa due settimane prima che Di Pietro cominciasse la sua raccolta delle firme per un referendum con pochissime (nulle) speranze di riuscita, alcuni esimi costituzionalis ti (fra cui, se ben ricordo, A. Pace) avevano lanciato una proposta di referendum parziale mirante ad eliminare solo il premio di maggioranza.
Putroppo Di Pietro "accalappio" i sindacati nella propria raccolta firme, affossando l'alternativa.
non so più cosa pensare.......
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna